Due canali, due lavori diversi
I social servono a farsi ricordare da chi già ti conosce e a mostrare il lavoro quotidiano. Il sito serve a essere trovato da chi in questo momento sta cercando quello che vendi e non sa che esisti.
Chi cerca «idraulico urgente zona Navigli» non apre Instagram: apre Google. E chiama il primo risultato che gli dà fiducia.
Il tema del controllo
Il profilo social non è tuo. Una segnalazione sbagliata, un cambio di regole o un blocco e perdi anni di lavoro senza preavviso e senza nessuno a cui chiedere.
Il sito, il dominio e i contatti raccolti restano tuoi in qualsiasi caso.
I costi a confronto
Il profilo è gratuito, ma la visibilità organica è ormai molto bassa: per farsi vedere quasi sempre si paga la pubblicità, ogni mese, e quando smetti finisce tutto.
Il sito è una spesa iniziale — da noi 900 € — che continua a portare visite anche nei mesi in cui non investi.
La risposta pratica
Se puoi fare una cosa sola, fai il sito e collega la scheda Google Business: sono i due posti dove le persone cercano con l'intenzione di comprare.
I social restano utilissimi, ma funzionano meglio quando hanno un posto dove mandare le persone interessate.